Divorzio, boom di separazioni negli Usa: la crisi è finita

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    Il divorzio torna a cavalcare la sua onda. Non è certamente un bene, ma è il segno che la crisi economica è quasi finita. Tempo fa avevamo detto che le causa di separazioni americane erano diminuite perché la gente non poteva permettersi le spese che comportava lasciare il coniuge. In America, si è rimessa in moto la macchina delle separazioni, segnando un + 25% con punte ancora più alte in stati in cui è consentita la procedura express come Las Vegas. È un po’ triste prendere il polso economico in questo modo.

    È vero però che in periodi di alta disoccupazione, permettersi le parcelle degli avvocati non è una cosa per tutte le tasche. E poi c’è il rischio che il coniuge non sia in grado di pagare gli alimenti. Inoltre, dividersi significa raddoppiare le spese della casa.

    È ora però esplosa una domanda arretrata, almeno così è stato definito il fenomeno dall’avvocato di Las Vegas Marshall Willick, accumulata in due anni di rinvii forzati. Ricordiamo comunque che l’America continua a essere il paese al mondo dove è più facile separarsi e il 40% delle nozze di solito finisce davanti a un giudice.

    La durata media dei matrimoni è di circa 8 anni e dopo meno di tre anni le persone si risposano. Nel 1980 c’erano 11 milioni di divorziati per 100 milioni di adulti sposati, oggi sono rispettivamente 26 milioni e 121. In linea di massima a dire stop al matrimonio è la donna.

    Non pensiate che siano solo i ricchi a divorziare: non è così. I matrimoni solidi coincidono con i livelli d’istruzione superiori. L’81 per cento dei laureati che si sono sposati negli anni Ottanta, sono tuttora con la stessa moglie o marito. Il numero di separazioni aumenta con il diminuire del livello d’istruzione.