I proverbi sulle nozze: quelli in dialetto

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    Sposa bagnata, sposa fortunata

    Se avete voglia di un po’ tradizione popolare non potete non leggere questo post sui proverbi. È un tema che abbiamo già affrontato, ma in quest’occasione cercheremo di uscire dei classici (sposa bagnata, sposa fortunata e moglie e buoi dei paesi tuoi?) per dedicarci a quelli di tradizione popolare. Ogni regione, ogni dialetto ha le sue curiosità legate alle nozze, ecco perché abbiamo raccontato anche le cerimonie locali e soprattutto qualche rito scaramantico. Oltre a quelli che segnalerò, aggiungete poi tramite i commenti qualche altro detto che ho dimenticato. Proviamo a fare insieme una raccolta.

    Chi si marita per amore, di notte ha piacere, e di giorno ha dolore.

    Donna sposa, sposa spesa, moglie maglio.

    E’ più facile sposarsi male che mangiare bene.

    Chi nasce è bello, chi si sposa è buono e chi muore è santo.

    Qualche proverbio in dialetto

    Quande l’omene cande, vo’ la mojje; quande l’asene rajje vo la pajje.

    Quando l’uomo canta vuole la moglie; quando l’asino raglia vuole la paglia.

    Furtünada chéla spusa che pèr prém la gà una tusa. (Lombardia)

    Fortunata quella sposa che come primogenita ha una figlia.

    A cièsa no ga da essar pì alta del campanil (Veneto)

    La moglie non deve essere più alta del marito (non solo per quanto riguarda la statura).

    E mogge di maiae no son né vidue né maiae (Liguria)

    Le mogli dei marinai non sono né vedove né maritate.

    Non c’è ataru senza cruci, non ce su’ ziti senza vuci. (Calabria)

    Non c’è altare senza croce e non ci sono matrimoni senza discussioni.

    Dòna mia soto ai linzòi, pare e mare en do che te vòi (Trentino)

    Saggezza vuole che non si vada ad abitare con i genitori quando ci si sposa.

    Matrimoni e viscuvati, di lu celu su mannati

    Matrimoni e vescovati, dal cielo sono mandati (Sicilia)

    Quande l’omene cande, vo’ la mojje; quande l’asene rajje vo la pajje. (Sicilia)

    Quando l’uomo canta vuole la moglie; quando l’asino raglia vuole la paglia.

    Addò sta ‘na mamma e ‘na fijje, scappa lundane cende mijje.(Abruzzo)

    Dove stanno una mamma e una figlia, scappa lontano cento miglia.

    Dolcetto o scherzetto?