Le letture più belle per il vostro matrimonio civile

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    matrimonio in comune letture

    Abbiamo spesso parlato delle letture più belle per il vostro matrimonio in Chiesa ma oggi vi vogliamo fornire qualche spunto anche per le letture in Comune. Ovviamente, sposandovi in Comune, avrete più scelta e potrete anche optare per brani o poesie sull’amore di grandi scrittori e poeti. Uno dei più amati è senza dubbio Gibran che ha sempre scritto bellissime parole sul sentimento che vi unisce e che vi ha portato alle nozze.

    L’AMORE

    Allora Almitra disse: parlaci dell’Amore. E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse: Quando l’amore vi chiama, seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui. Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire. E quando vi parla, abbiate fede in lui, Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino. Poiché l’amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà. Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole, Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra. Come covoni di grano vi accoglie in sé. Vi batte finché non sarete spogli. Vi staccia per liberarvi dai gusci. Vi macina per farvi neve. Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli. E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio. Tutto questo compie in voi l’amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita. Ma se per paura cercherete nell’amore unicamente la pace e il piacere, Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall’aia dell’amore, Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime. L’amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso. L’amore non possiede né vorrebbe essere posseduto; Poiché l’amore basta all’amore. Quando amate non dovreste dire: “Ho Dio nel cuore”, ma piuttosto, “Io sono nel cuore di Dio”. E non crediate di guidare l’amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida. L’amore non vuole che compiersi. Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi: Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte. Conoscere la pena di troppa tenerezza. Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d’amore, E sanguinare condiscendenti e gioiosi. Destarsi all’alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d’amore; Riposare nell’ora del meriggio e meditare sull’estasi d’amore; Grati, rincasare la sera; E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e un canto di lode sulle labbra.

    L’amore, come un corso d’acqua, deve essere in continuo movimento, ed è proprio per quello che tu fai con me. Ma che cosa accade alla maggioranza delle coppie? Credono che le acque del fiume scorrano per sempre, e non se ne preoccupano più. Poi arriva l’inverno, e le acque gelano. Solo allora comprendono che niente, in questa vita, è assolutamente garantito.

    SUL MATRIMONIO

    Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro ? E lui rispose dicendo: Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre. Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. E insieme nella silenziosa memoria di dio. Ma vi sia spazio nella vostra unione, E tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; Le colonne del tempio si ergono distanti, E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

    Gibran

    Sei la nube della sera che vaghi nel cielo dei

    miei sogni.

    Io ti dipingo e ti plasmo col mio

    desiderio amoroso.

    Sei mia, tutta mia, Abitatrice dei miei sogni infiniti!”

    RABINDRANATH TAGORE

    “Vorrei, senza un bacio lasciando languire

    le rose del mondo, per boschi e per valli,

    volare a’ tuoi labbri, socchiusi coralli,

    per quivi, o mia rosa, posarmi, e morire.”

    THPOPHILE GAUTIER

    “Ah… si putesse dicere

    chello c’ ‘o core dice;

    quanto sarria felice

    si t’ ‘o ssapesse di’!

    E si putisse sentere

    chello c’ ‘o core sente,

    dicisse: “Eternamente

    voglio resta’ cu te!”

    Ma ‘o core sape scrivere?

    ’0 core e’ analfabeta,

    e’ comm’a nu poeta

    ca nun sape canta’

    Se mbroglia… sposta ‘e vvirgule

    nu punto ammirativo…

    mette nu congiuntivo

    addo’ nun nce ‘adda sta’…

    E tu c’ ‘o staje a ssentere

    te mbruoglie appriess’ a isso,

    comme succede spisso…

    E addio felicita‘!”

    EDUARDO DE FILIPPO

    “Io sarò albero se ti farai

    fiore d’un albero:

    se rugiada sarai mi farò fiore.

    Rugiada diverrò se tu sarai

    raggio di sole:

    così, mio amore, noi ci uniremo.

    Se, mia fanciulla, tu sarai cielo,

    io diverrò, allora, una stella:

    se, mia fanciulla, tu sarai inferno,

    io per amarti mi dannerò.”

    SANDOR PETOFI