Le poesie dedicate al matrimonio

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    Invece della solita frase d’auguri, perché non dedicare agli sposi una vera e propria poesia? Va scritta su un biglietto abbastanza grande e vedrete che sarà molto apprezzata. Non c’è ovviamente bisogno che la inventiate voi: potete benissimo ispirarvi a quelle più famose dei grandi poeti. Ecco qualche esempio.

    Saprai che non t’amo e che t’amo

    Saprai che non t’amo e che t’amo

    perché la vita è in due maniere,

    la parola è un’ala del silenzio,

    il fuoco ha una metà di freddo.

    Io t’amo per cominciare ad amarti,

    per ricominciare l’infinito,

    per non cessare d’amarti mai:

    per questo non t’amo ancora.

    T’amo e non t’amo come se avessi

    nelle mie mani le chiavi della gioia

    e un incerto destino sventurato.

    Il mio amore ha due vite per amarti.

    Per questo t’amo quando non t’amo

    e per questo t’amo quando t’amo.

    (Neruda)

    Due amanti felici

    Due amanti felici fanno un solo pane,

    una sola goccia di luna nell’erba,

    lascian camminando due ombre che s’unisco,

    lasciano un solo sole vuoto in un letto.

    Di tutte le verità scelsero il giorno:

    non s’uccisero con fili, ma con un aroma

    e non spezzarono la pace né le parole.

    E’ la felicità una torre trasparente.

    L’aria, il vino vanno coi due amanti,

    gli regala la notte i suoi petali felici,

    hanno diritto a tutti i garofani.

    Due amanti felici non hanno fine né morte,

    nascono e muoiono più volte vivendo,

    hanno l’eternità della natura.

    (Neruda)

    Ormai sei mia

    Ormai sei mia. Riposa coi tuo sonno nel mio sonno.

    Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.

    Gira la notte sulle sue ruote invisibili

    presso me sei pura come l’ambra addormentata.

    Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.

    Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.

    Nessuna viaggerà per l’ombra con me,

    solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.

    Ormai le tue mani aprirono i pugni delicati

    e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,

    i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,

    mentr’io seguo l’acqua che porti e che mi porta:

    la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,

    e senza te ormai non sono che il tuo sogno solo.

    (Neruda)

    L’amore a l’impovviso

    Sur primo che l’ho vista me so’ detto:

    “queli capelli d’oro che cercavo”

    e quanno je viddi l’occhi già pensavo

    ar mare cristallino, carmo e piatto.

    Co’ quele labbra poi e quei denti bianchi

    tutto er sistema s’era aribartato,

    che queli baci prima che ho baciato

    mi sembravano più debboli e più stanchi.

    Quanno che ha detto er nome, co’ ‘n soriso,

    l’ho impresso ne la mente, a l’improviso,

    cor sogno de chiamalla a l’infinito,

    ma in un attimo fu già sostituito:

    pe’ corpa de quel fremito ner core,

    la chiamo luce mia, stella der celo, amore.

    (Riccardo Cici)

    Le Nozze

    E foglie – a sventolar – sui sassi oppressi

    Col sol – che fa filtrar -spie di riflessi

    Raggio insinuato-oltre il ghiaino -al verde del prato

    Ogni minuto – che qui scorre- già è transitato

    S’adagia una pianta-fino a abbracciar- vasi e bambù

    Par che la sera- su questa rocca- non giunga più

    Salgon gradini- ad altri incontro- fino all’ingresso

    ove allestito- sorge un banchetto -tra l’arco di sasso

    Giorno di nozze- con bozze sui visi- di gran sorrisi

    Su schiuse bocche- i tanti denti- son panni stesi

    Si vive – d’auguri infiniti – e strette di mano

    Di bei – reciprochi abbracci- grandi un “vano”

    E rosse rose- paiono esplose- nei vasi al centro

    Con l umida terra- che alle radici-sempre va incontro

    Più d’una folla- commossa a metà -un bacio implora

    Tanto le bocche – di starsi a sfiorar- non vedono l’ora

    Son loro uniti – da tutti i riti – di nostro signore

    Con l’euforia – che romba alquanto -come un motore

    Lei che ha il nome- di fior comune – di verde prato

    Lui invece porta quello- d’un santo – appeso al passato

    Insieme adesso – così per sempre- che esiste un nesso

    Poiché l’affetto – addosso alla vita- non è un riflesso

    Si guardan – si studian sovente – si tengon la mano

    Sembran dire – “amor mio – voliamo lontano”

    Giorno di nozze – tra camerieri - di grosse stazze

    Con movenze – che a volte appaiono – un poco rozze

    Qui tutta vita – cerca un pretesto – per correre ancora

    Per dire – al tempo tiranno – “tu hai perso la gara”

    Saprà d’eterno – scolpito verrà – sto giorno felice

    Nel cuor loro – per lasciar segno – di cicatrice

    (Alessandro Bassi)

    Alle nozze dell’amico

    Ritrovarsi ancora e ancora

    dopo tanto stare assieme

    tanto lavoro al fianco

    per le nozze dell’amico felici

    a tavolate seduti con calore

    e scoprire ogni volta

    che l’andare in Gruppo

    nelle sue molteplici difficoltà

    porta in se comunque

    un’armonia sua che ci lega

    che ci innamora.

    (Fausto Beretta)

    Il matrimonio

    Il matrimonio non è una fede al dito

    ma due cuori uniti dalla stessa fede

    (Xeka Anileda)