Matrimoni in crisi, il 40% finisce con la separazione

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    separazione aumento 2010

    Il matrimonio è talmente in crisi, che 4 coppie su 10 passano dall’altare al tribunale. Una situazione di sfascio e certo di poco incentivo per le persone che desiderano provare questa bella e nuova avventura di vita. Le differenze sono soprattutto di zona: in Italia ci sono ancora condizionamenti culturali differenti tra nord, sud e centro. Le nozze sembrano tenere di più in Meridione, mentre le zone più a rischio sono Liguria e Friuli Venezia Giulia: qui le separazioni sono il 50% dei matrimoni. Nonostante l’aspetto a macchia di leopardo, una cosa è sicura: le unioni non sono più salde e il 70% delle separazioni finisce in consensuale.

    Il motivo per cui ci si lascia? Sicuramente ci sono fattori sociali e culturali molto significativi: intanto la difficoltà di faticare insieme, di costruire una famiglia rinunciando a pezzetto di sé per il nucleo e poi c’è un modello di consumismo dei sentimenti pericoloso per l’amore duraturo.

    Vediamo qualche numero. Novantamila separazioni e 50mila divorzi (contro 246mila matrimoni, 90mila solo civili), 150mila figli (di cui 100mila minori) coinvolti ogni anno nelle crisi coniugali. È davvero un esercito di persone, che il più delle volte si trova a fare i conti con una giustizia faticosa, che deve mettere d’accordo il bene dei figli, i coniugi e la legge.

    Sono molti gli esperti, infatti, a pensare che il diritto della famiglia sia un po’ datato. Risale al 1975 e non ci sono state ancora grandi modifiche. L’unica apertura è avvenuta dieci giorni fa con l’adozione ai genitori single di bambini. Non si tratta di una legge solo di una potenziale apertura. Intanto, la crisi del matrimonio si fa sempre più profonda e aumentano le famiglie allargate.