Matrimonio etico e anti mafia per due giovani di Modena

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    Non avete mai sentito parlare di un matrimonio anti mafia ed etico? Oggi vi raccontiamo la bellissima storia di due giovani sposi della provincia di Modena che hanno deciso, per il loro ricevimento di nozze, di proporre nel menu i prodotti di Libera, associazione antimafia ideata da don Luigi Ciotti. Si tratta di prodotti gastronomici molto particolari che vengono coltivati nei terreni confiscati alle famiglie mafiose e che impegnano moltissimi giovani che così riescono a sfuggire alle associazioni mafiose. Anche don Luigi Ciotti ha voluto mandare un messaggio agli sposi: “Grazie per quello che fate e come lo fate. (…) Abbiamo bisogno – come diceva Gesù – di “frutti” intesi come opere. Abbiamo bisogno – come diceva Ghandi – di gesti e non tanto (o non solo) di discorsi”.

    Forse molti di voi non lo sanno ma nelle cosche mafiose i matrimoni hanno un’importanza molto forte. Servono ad unire famiglie, a creare nuovi legami di delinquenza e proprio per questo Giorgia e Nicolò hanno scelto di aiutare a combattere questo male proprio nel giorno del loro matrimonio.

    «Abbiamo pensato che fosse l’occasione per aiutare una giusta causa – ha detto la sposa, Giorgia – Si spendono tanti soldi in queste occasioni, almeno abbiamo contribuito ad affermare un’idea importante, di legalità, un valore a cui non si può rinunciare».

    Un matrimonio con 200 invitati con anche un catering etico curato dal gruppo Niscemi di Savignano, che utilizza appunto i prodotti gastronomici dell’associazione Libera. «Abbiamo fatto il possibile per organizzare il catering scegliendo solo prodotti di Libera Terra – ha detto Augusta Soli del gruppo Niscemi – Volevamo dare un senso etico al matrimonio».

    Un menu completo e davvero gustoso composto da rigatoni di grano coltivato sui campi che appartenevano a mafiosi, fusilli al sugo di noci, arrosti misti, il tutto accompagnato dai vini Centopassi rosso e Placido Rizzotto bianco.

    «Ai vini abbiamo abbinato i taralli di Libera con più di 6 salse, fatte da noi con i prodotti delle terre confiscate ai mafiosi – dice Augusta – Sono piaciuti moltissimo, anzi sono andati a ruba».