Matrimonio o convivenza? Le coppie si sposano sempre meno

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    Matrimonio o convivenza? Secondo i dati Istat, negli anni Settanta in Italia i matrimoni erano 400mila l’anno, oggi sono 250mila. Un bambino su cinque nasce fuori dal matrimonio. A cercare una risposta è stato il settimanale VoceArancio, attraverso un sondaggio con cui ha interrogato 1.865 lettori: il 53,6 per cento si è detto a favore del matrimonio, mentre il 46,4% pende più per la convivenza. Il matrimonio resta comunque la forma di unione più sentita, anche se i tempi stanno cambiando e molto rapidamente. Vediamo un po’ meglio il risultato di questo sondaggio incrociandolo con i dati Istat.

    In Italia solo il 5 per cento delle coppie conviventi non sono coniugate. Si tratta di un numero esiguo, ma in continuo aumento e che si attesta soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Bisogna poi considerare che i numeri ufficiali contano solo coloro che hanno ufficializzato la convivenza, magari perché hanno figli o hanno cambiato residenza. C’è tutta una fetta di popolazione ancora sommersa.

    Se l’attuale trend dovesse proseguire, nel 2015, infatti, in Italia, le convivenze supereranno i matrimoni, come del resto già avviene nelle grandi città del Nord. Questo perché ormai vive insieme al partner senza alcuna formalità una donna su tre tra quelle nate alla fine degli anni Settanta.

    Bisogna però distinguere forme di convivenza diverse: esistono quelle prematrimoniali sostitutive del periodo di fidanzamento, poi ci sono le coppie di fatto dovute a impossibilità a contrarre matrimonio, come i divorziati o magari persone di età adulta che non vogliono perdere benefici fiscali, e le coppie omosessuali.

    Infine, ci sono anche le coppie che scelgono la convivenza come libera formula, magari perché non credenti o non credono nell’istituzione del matrimonio.

    Dolcetto o scherzetto?