Nozze low cost in tempi di crisi: i tagli arrivano anche al 50 %

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    spese per il matrimonio tagliare

    In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, anche le nozze diventano low cost: gli sposini infatti, arrivano a tagliare circa il 50 % delle spese del ricevimento! Come? Semplicemente rinunciando a qualcosa e magari sposandosi in una giorno diverso dal sabato, che riduce di molto le spese per catering e del ristorante. Anche le bomboniere solitamente vengono tagliate o confezionate direttamente dagli sposi. Che ne dite? Anche voi siete riusciti a tagliare le spese del vostro giorno più bello?

    I giovani non vogliono più spendere per le nozze, nonostante sognino un giorno speciale. Oggi i ragazzi e le loro famiglie sono decisamene attenti al risparmio, senza rinunciare alla cura e all’eleganza di dettagli che magari realizzano loro stessi, come le bomboniere fatte a mano. Altra ottima soluzione, invece di ristoranti costosi e catering, sono gli agriturismi dove il cibo e sano e genuino e dove si spende decisamente di meno.

    «I costi del “giorno più bello della vita” sono ormai diventati eccessivi, quasi insostenibili – conferma Francesco Giribaldi, responsabile della Federconsumatori – il che, in un momento di grave crisi come quello che stiamo passando, costringe chi si vuol sposare e le loro famiglie di provenienza, a tagliare i fondi a disposizione. Per un matrimonio classico si spendono in media tra 20 e 30 mila euro. Troppi, decisamente troppi per una giovane coppia che vuole mettere su casa e famiglia…».

    «Se si lavora attentamente al risparmio – dice Giribaldi – si può “tagliare” il budget di un matrimonio anche del 50%. Il costo di un matrimonio dipende da molti fattori; l’elemento determinante, comunque, è la disponibilità economica della coppia. Una tendenza piuttosto comune è ormai quella di pagare le nozze a rate, sulla falsariga di quanto accade da tempo per auto, televisori, mobili e persino vacanze».

    Le bomboniere solitamente possono anche essere confezionate da un parente, per risparmiare un costo che va dai 1500 ai 3000 euro. «Spesso sono oggetti superflui, ingombranti e fatti in serie – ribadisce Giribaldi – chi è i grado se le può fare da se oppure si può rivolgere a enti benefici e associazioni senza scopo di lucro: non si spende più di 500-600 euro».