Il velo da sposa, la storia

Il velo dell’abito da sposa rappresenta la castità prematrimoniale. Non c’è una regola, ma per chi ama la tradizione è un dettaglio non trascurabile. Pensiamo a Letizia ortiz e Lady Diana

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 31 luglio 2009

Ricordate l’abito di Lady Diana o il recente di Letizia Ortiz, la principessa di Spagna. Ciò che li hanno resi magici è stato il velo lunghissimo e ricamato. Forse di una lunghezza esagerata, ma bello. Quello che si dice un abito da principessa.
Il velo dell’abito da sposa rappresenta la castità prematrimoniale. Non c’è una regola, ma per chi ama la tradizione è un dettaglio non trascurabile. La lunghezza va scelta in base al vestito e all’altezza della sposa. Le misure standard del velo da sposa si dividono in tre categorie: velo corto, scende di 90 centimetri sulle spalle e 70 centimetri davanti, il velo scende di 3 metri e 70 centimetri davanti, mentre quello con la coda può essere anche di 7 metri.

Le origini del velo sono medioevali e in quel periodo aveva la funzione di proteggere la sposa dalla cattiva sorte ma soprattutto serviva a celare la sposa agli occhi del futuro marito. Nel Rinascimento, invece, fu riconsiderato, divenne un accessorio di bellezza realizzato in tessuti pregiati e ricamato. Ma è stato nell’800 che il velo ha incontrato le tradizioni che conserviamo fino a oggi.

Oggi, il velo da sposa è ritornato molto di moda, dopo anni in cui nessuno osato più indossarlo, ed è diventato un elemento irrinunciabile, un elemento di forte charme in grado non solo di ingentilire la figura della sposa ma di affascinare grandi e piccini, rendendo ancor più indelebile il ricordo della cerimonia nuziale.