Libro: “Quando le musulmane preferiscono gli infedeli” – storia di un matrimonio misto

Consiglio questo testo a chi sta per avventurarsi in un matrimonio misto, ma anche a chi non capisce le difficoltà di far sposare due culture. Non è solo un romanzo, è anche un saggio di attualità perché sappiamo bene che le unioni miste si sono triplicate negli ultimi anni nel nostro paese.

Pubblicato da Valentina Morosini Lunedì 15 marzo 2010

Libro: “Quando le musulmane preferiscono gli infedeli” – storia di un matrimonio misto

Oggi ho deciso di proporvi un manuale sul matrimonio o un testo scritto da simpatiche wedding planner. Iniziamo la settimana con un libro, presentato oggi pomeriggio (17,30 al Collegio di Milano, via San Vigilio, 10), che parla di donne, di amori e di matrimoni. Un libro con L maiuscola perché è un viaggio tra la cultura di due paesi (Italia ed Egitto), attraverso le tradizioni religiose e sociali. Quando le musulmane preferisco gli infedeli, scritto per Mursia da Martino Pillitteri, si legge velocemente, perché scritto con maestria, ma va assaporato lentamente.
Consiglio questo testo a chi sta per avventurarsi in un matrimonio misto, ma anche a chi non capisce le difficoltà di far sposare due culture. Non è solo un romanzo, è anche un saggio di attualità perché sappiamo bene che le unioni miste si sono triplicate negli ultimi anni nel nostro paese.

Anticipiamo parte del capitolo che racconta il “grande passo” del matrimonio.

« Più i matrimoni sono sfarzosi e più aumenta il loro appeal. Il vestito bianco, poi, deve essere bellissimo, i gioielli ben in vista, il trucco e la nuova acconciatura ti devono rendere perfetta e quasi irriconoscibile. Ecco cos’è il matrimonio nel mondo arabo: una corsa al fotofinish per infilare quel meraviglioso abito bianco e vivere una sera da protagonista sul palcoscenico dopo tante sere dietro le quinte. L’abito da sposa, il simbolo della felicità, diventa una tentazione alla quale è difficilissimo resistere. Per infilarsi quel vestito per una sola notte, molte donne arabe sono disposte a rinunciare alla carriera, agli amici, alla libertà. Sono pronte a sposarsi con un uomo che hanno visto al massimo dieci volte, con il quale non hanno mai passato un weekend da soli e con il quale non hanno mai condiviso un momento d’intimità. La possibilità che sia impotente o gay non è contemplata, perché nelle società arabe il sesso prematrimoniale è ancora un grosso tabù. L’unica atto fisico permesso prima del matrimonio riguarda il movimento della mano di lui che infila l’anello di fidanzamento al dito di lei».