Matrimonio Gay: la parola passa alla Corte Costituzionale

Si è aperta davanti alla Corte Costituzionale l'udienza pubblica sulla questione di legittimità di una serie di articoli del codice civile che impediscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Pubblicato da Francesca Bottini Martedì 23 marzo 2010

Il problema dei matrimoni gay è sempre in primo piano: proprio oggi si è aperta davanti alla Corte Costituzionale l’udienza sulla legittimità di alcuni articoli del codice civile che impediscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Alcune coppie gay di Venezia e Trento si sono viste negare i premessi per la celebrazione del matrimonio da parte dell’ufficiale giudiziario e hanno così voluto intraprendere un’azione forte e che facesse molto discutere affermando che di fatto, nell’ordinamento non esisterebbe il divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Se tutti i cittadini sono uguali, come si legge nel ricorso presentato, questa negazione comporterebbe un «irragionevole disparità di trattamento» tra omosessuali e transessuali ai quali, dopo il cambio di sesso è consentito il matrimonio.

«Il diritto deve fare la sua parte. Questa iniziativa parte anche da tutto un contesto europeo e credo vada seguita con attenzione», ha detto la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione azio, Emma Bonino.

“Queste coppie chiedono le stesse garanzie riconosciute ad altri di vivere la propria libertà alla luce del sole. Su queste cose non si deve decidere a maggioranza. Non c’é nulla di male per il fatto che la Corte prenda atto che la società è cambiata”, ha poi sottolineato l’ avvocato Vittorio Angiolini.

Ora spetterà al legislatore nazionale decidere su questo argomento che da sempre è oggetto di accesi dibattiti.