Matrimonio gay: sindaco testimone involontario delle nozze

Sergio Chiamparino, sindaco della città di Torino è diventato il testimonial involontario delle nozze gay. Dopo aver fatto molto parlare per aver accettato di «sposare», senza valore legale, una coppia di lesbiche torinesi la sua immagine è stata utilizzata dal portale Gay.it per la campagna a favore dei matrimoni gay.

Pubblicato da Francesca Bottini Giovedì 17 dicembre 2009

Matrimonio gay: sindaco testimone involontario delle nozze

Sergio Chiamparino, sindaco della città di Torino è diventato il testimonial involontario delle nozze gay. Dopo aver fatto molto parlare per aver accettato di «sposare», senza valore legale, una coppia di lesbiche torinesi la sua immagine è stata utilizzata dal portale Gay.it per la campagna a favore dei matrimoni gay. Il sindaco per ora non vuole commentare l’accaduto ma ora la sua immagine si trova nella homepage del sito con tanto di contorni rosa e scatti di coppie omosessuali. Certamente quella di sposare in via ufficiosa una coppia di lesbiche è stata una scelta molto forte da parte del sindaco che in questo modo ha dimostrato la sua idea ed ha perso una posizione netta in favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

E’ anche stato lanciato un appello via internet: «Tutte le coppie di fatto, gay e lesbiche, scrivano ai loro sindaci per chiedere di celebrare simbolicamente le loro nozze».

L’immagine però non è stata autorizzata dal diretto interessato ma presa liberamente dal web.

Per chi fosse interessato, all’indirizzo www.gay.it/millechiamparino, ci sarà la possibilità per le coppie gay di compilare una lettera da indirizzare al sindaco della propria città con la richiesta di «Celebrare simbolicamente il loro matrimonio, magari indossando la fascia tricolore, magari nella sala più bella della casa comunale, proprio come fossero delle vere nozze».

«Il gesto non ha alcun valore legale, come è ovvio, ma ne ha sicuramente uno culturale. La legge non prevede il matrimonio per le persone omosessuali, ma nulla vieta loro di celebrare una festa nuziale e nulla vieta che sia proprio la massima autorità cittadina a presenziare a tale cerimonia», sottolinea il direttore di Gay.it Alessio De Giorgi.