Matrimonio nel codice civile, i diritti e i doveri

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione.

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 2 marzo 2010

Matrimonio nel codice civile, i diritti e i doveri

Quando si sceglie il matrimonio, non si sceglie solo una grande festa dove celebrare l’amore. è un passo importante che comporta diritti e doveri. Per questo motivo, i nostri lettori più affezionati lo sanno, ci tengo ogni tanto a riportare cosa dice il Codice civile. Dire sì, che sia davanti al sindaco o al prete, equivale ad assumersi delle responsabilità. Vi riporto di seguito gli articoli relativi a tema, affinché possiate leggerli attentamente e capire se siete pronti a un passo simile o se per il momento potrebbe andare benissimo anche una semplice convivenza.
Capo IV – Dei diritti e doveri che nascono dal matrimonio

ARTICOLO 143 Diritti e doveri reciproci dei coniugi.
Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

ARTICOLO 143 bis Cognome della moglie.
La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze.

ARTICOLO 144 Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia.
I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.

ARTICOLO 145 Intervento del giudice.
In caso di disaccordo ciascuno dei coniugi può chiedere, senza formalità, l’intervento del giudice il quale, sentite le opinioni espresse dai coniugi e, per quanto opportuno, dai figli conviventi che abbiano compiuto il sedicesimo anno, tenta di raggiungere una soluzione concordata. Ove questa non sia possibile e il disaccordo concerne la fissazione della residenza o altri affari essenziali, il giudice, qualora ne sia richiesto espressamente e congiuntamente dai coniugi, adotta, con provvedimento non impugnabile, la soluzione che ritiene più adeguata alle esigenze dell’unità e della vita della famiglia.

ARTICOLO 147 Doveri verso i figli.
Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.