Matrimonio nel codice civile, la celebrazione

So bene che leggere gli articoli del codice civile non è molto divertente. È molto meglio parlare di abiti, scarpe e organizzazione, ma è importante conoscere anche la legge perché state firmando un contratto.

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 8 gennaio 2010

Matrimonio nel codice civile, la celebrazione

Siete convinti sposarvi? Allora proseguiamo il nostro viaggio nel codice civile. Dopo le pubblicazioni, di cui abbiamo parlato l’ultima volta, affrontiamo in tema della celebrazione. È importante leggere con attenzione questo capito perché vi spiega come avviene il rito nel comune di residenza, cosa bisogna fare per sposarsi in un’altra città (è un desiderio sempre più frequente, soprattutto ora che hanno aperto i luoghi d’arte al pubblico). So bene che leggere gli articoli del codice civile non è molto divertente. È molto meglio parlare di abiti, scarpe e organizzazione, ma è importante conoscere anche la legge perché state firmando un contratto.
Dal Capo IV – Dei diritti e doveri che nascono dal matrimonio

ARTICOLO 106 – Luogo della celebrazione.
Il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale davanti all’ufficiale dello stato civile al quale fu fatta la richiesta di pubblicazione.

ARTICOLO 107 – Forma della celebrazione.
Nel giorno indicato dalle parti l’ufficiale dello stato civile, alla presenza di due testimoni, anche se parenti, dà lettura agli sposi degli artt. 143, 144 e 147; riceve da ciascuna delle parti personalmente, l’una dopo l’altra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie, e di seguito dichiara che esse sono unite in matrimonio. L’atto di matrimonio deve essere compilato immediatamente dopo la celebrazione.

ARTICOLO 109 – Celebrazione in comune diverso.
Quando vi è necessità o convenienza di celebrare il matrimonio in un comune diverso da quello indicato nell’art. 106, l’ufficiale dello stato civile, trascorso il termine stabilito nel primo comma dell’art. 99, richiede per iscritto l’ufficiale del luogo dove il matrimonio si deve celebrare. La richiesta è menzionata nell’atto di celebrazione e in esso inserita. Nel giorno successivo alla celebrazione del matrimonio, l’ufficiale davanti al quale esso fu celebrato invia, per la trascrizione, copia autentica dell’atto all’ufficiale da cui fu fatta la richiesta.

ARTICOLO 110 – Celebrazione fuori della casa comunale.
Se uno degli sposi, per infermità o per altro impedimento giustificato all’ufficio dello stato civile, è nell’impossibilità di recarsi alla casa comunale, l’ufficiale si trasferisce col segretario nel luogo in cui si trova lo sposo impedito, e ivi, alla presenza di quattro testimoni, procede alla celebrazione del matrimonio secondo l’art. 107.

ARTICOLO 113 – Matrimonio celebrato davanti ad un apparente ufficiale dello stato civile.
Si considera celebrato davanti all’ufficiale dello stato civile il matrimonio che sia stato celebrato dinanzi a persona la quale, senza avere la qualità di ufficiale dello stato civile, ne esercitava pubblicamente le funzioni, a meno che entrambi gli sposi, al momento della celebrazione, abbiano saputo che la detta persona non aveva tale qualità.