Divorzio breve, la nuova legge che accorcia i tempi della fine del matrimonio

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    La Legge sul divorzio breve è stata accolta da molti con positività: la proposta è quella di ridurre i tempi per l’ottenimento del divorzio da tre ad un anno. Un modo per snellire le procedure e per velocizzare la separazione degli sposi. Se ci sono figli minori gli anni per ottenere il divorzio sarebbero due: da notare che però “nel 98 per cento dei casi chi si separa arriva al divorzio”, come spiega Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione matrimonialisti italiani. Voi cosa ne pensate? Credete che abbreviare i tempi per il divorzio sia positivo?

    Non tutti però sono d’accordo con la nuova legge: “E’ un ulteriore vulnus al matrimonio, che ne scalfisce e sminuisce lo stesso istituto. Non solo finirebbe per equiparare il matrimonio alle convivenze, ma favorirebbe una mentalità del mordi e fuggi dato che tutto diventerebbe più semplice e facile” ha detto alTribunale Ecclesiastico Piemontese, monsignor Cesare Nosiglia.

    “Ridurre tutto ad un solo anno – ha detto- non permette di avere sufficiente tempo per riflettere e magari farsi aiutare a superare le difficoltà, incoraggiando così l’uscita dal matrimonio, mentre avere un po’ più di tempo aiuta nel discernimento. È vero che anche nel matrimonio esistono dei casi limite, ma in ogni situazione vi sono sempre casi limite che non dovrebbero, però, cambiare la legge. Perché compito della legge è anche formare le mentalità. Invece, tutto questo sgretolamento, fa sì che alla fine il matrimonio non stia più in piedi”.

    I politici sembrano soddisfatti della nuova legge. Il Pdl tramite le parole del deputato Paniz dice che ‘è semplicemente una norma di civiltà‘ e per il capogruppo del Pd in commissione, Donatella Ferranti, è stato trovato ‘un giusto equilibrio‘. Il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, ha però fatto osservare che ‘se anche il divorzio breve passasse a Montecitorio, al Senato cercheremo di riuscire a non farlo approvare…‘.