Le più belle e significative poesie per il vostro matrimonio civile

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    Oggi vi proponiamo le più belle e significative poesie per il vostro matrimonio civile per sottolineare il vostro amore e per un aggiungere un tocco unico di romanticismo alla cerimonia. Per molti infatti il matrimonio civile può essere un po’ impersonale e forse meno struggente di quello in Chiesa. La cosa fondamentale è quindi scegliere le più belle poesie e le letture più commoventi per rendere anche la vostra cerimonia unica e personalizzata. Vediamo quali potrebbero essere le poesie più belle per la cerimonia religiosa.

    Il dono di nozze da parte di Dio (Anonimo)

    “La creatura che hai al fianco è mia.

    Io l’ho creata.

    Io le ho voluto bene da sempre,

    prima di te e più di te.

    Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te la affido.

    La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.

    Quando l’hai incontrata l’hai trovata amabile e bella.

    Sono le mie mani

    che hanno plasmato la sua bellezza,

    è il mio cuore

    che ha messo in lei tenerezza ed amore,

    è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità,

    l’intelligenza e tutte le qualità che hai trovato in lei.

    Ma non puoi limitarti a godere del fascino.

    Devi impegnarti a rispondere

    ai suoi bisogni, ai suoi desideri.

    Ha bisogno di serenità e gioia,

    d’affetto e di tenerezza,

    di piacere e di divertimento,

    di accoglienza e di dialogo,

    di rapporti umani, di soddisfazioni nel lavoro,

    e di tante altre cose.

    Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me.

    Sono Io, e non tu, il principio, il fine,

    il destino di tutta la sua vita.

    Aiutala ad incontrarmi nella preghiera, nella Parola,

    nel perdono, nella speranza. Abbi fiducia in Me.

    La ameremo insieme.

    Io la amo da sempre.

    Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno,

    da quando vi siete innamorati.

    Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei.

    Era il modo più bello per dirti “Ecco te l’affido

    Gioisci della sua bellezza e delle sue qualità”

    Con le parole “Prometto di essere fedele, di amarti e

    rispettarti per la tutta la vita”

    È come se mi rispondessi

    che sei felice di accoglierla

    nella tua vita e di prenderti cura di lei.

    Da quel momento siamo in due ad amarla.

    Anzi Io ti rendo capace di amarla “da Dio”,

    regalandoti un supplemento di amore

    che trasforma il tuo amore di creatura

    e lo rende simile al mio.

    E’ il mio dono di nozze:

    la grazia del sacramento del matrimonio.

    Io sarò sempre con voi

    e farò di voi

    strumenti del mio amore e della mia tenerezza:

    continuerò ad amarvi

    attraverso i vostri gesti d’amore”

    Sul matrimonio (di Bonhoeffer , lettera a due sposi, maggio 1943)

    Il matrimonio è più del vostro amore reciproco.

    ha maggiore dignità e maggior potere.

    Finché siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo

    si limita nel riquadro isolato della vostra coppia.

    Entrando nel matrimonio siete invece un anello

    della catena di generazioni che Dio fa andare e venire

    e chiama al suo regno.

    Nel vostro sentimento godete solo il cielo privato della vostra felicità.

    Nel matrimonio, invece, venite collocati attivamente nel mondo e ne divenite responsabili.

    Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli.

    Il matrimonio, invece, è un’investitura e un ufficio.

    Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia,

    occorre che gli riconoscano l’incarico di regnare.

    Così non è la voglia di amarvi, che vi stabilisce come strumento della vita.

    E’ il matrimonio che ve ne rende atti.

    Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio:

    è il matrimonio che d’ora in poi,

    porta sulle spalle il vostro amore.

    Dio vi unisce in matrimonio: non lo fate voi, è Dio che lo fa.

    Dio protegge la vostra unità indissolubile di fronte

    ad ogni pericolo che la minaccia dall’interno e dall’esterno.

    Dio è il garante dell’indissolubilità.

    E’ una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena,

    nessuna tentazione, nessuna debolezza

    potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.

    Preghiera dei fidanzati (G. Perico)

    Signore, ti ringraziamo d’averci dato l’amore.

    Ci hai pensato «insieme»

    prima del tempo, e fin d’ora

    ci hai amati così, l’uno accanto all’altro.

    Signore, fa’ che apprendiamo l’arte

    di conoscerci profondamente;

    donaci il coraggio di comunicarci

    le nostre ispirazioni, gli ideali,

    i limiti stessi del nostro agire.

    Che le piccole inevitabili asprezze dell’indole,

    i fugaci malintesi, gli imprevisti

    e le indisposizioni non compromettano mai

    ciò che ci unisce, ma incontrino, invece,

    una cortese e generosa volontà

    di comprenderci.

    Dona, Signore, a ciascuno di noi

    gioiosa fantasia per creare ogni giorno

    nuove espressioni di rispetto e di premurosa

    tenerezza affinché il nostro amore brilli

    come una piccola scintilla

    del tuo immenso amore.

    Sul matrimonio (da “Il Profeta” di Kahlil Gibran )

    Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.

    Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.

    E insieme nella silenziosa memoria di dio.

    Ma vi sia spazio nella vostra unione,

    E tra voi danzino i venti dei cieli.

    Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:

    Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.

    Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.

    Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.

    Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,

    Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.

    Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,

    Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.

    E siate uniti, ma non troppo vicini;

    Le colonne del tempio si ergono distanti,

    E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.