Lista nozze, l’origine e l’evoluzione

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    Lista nozze tradizione

    È come se la lista nozze sia sempre esistita. Si può decidere di fare un matrimonio originale e stravagante, si può scegliere di non partire per il viaggio di nozze o farlo dopo, ma la lista nozze si fa. Magari non è quella con tutti i piatti e i bicchieri per la casa, ma si danno comunque delle indicazioni di massima ad amici e parenti. In realtà è un modo sia per assecondare nella scelta di un regalo i nostri ospiti, sia per coprire il costo delle nozze (è brutto da dirsi, ma due conti li fanno tutti: è risaputo). Da dove nasce questa tradizione. Non è certo una cosa moderna, perché ha origini medioevali.

    Già all’epoca c’era l’usanza di presentarsi a casa dei genitori degli sposi qualche giorno prima delle nozze: questi regali erano poi consegnati agli sposi nel giorno del matrimonio. Con il passare degli anni, e dei secoli, si è poi trasformata. I primi a copiare sono stati gli americani, che in questo periodo hanno lanciato anche altre liste, come quella dedicate all’arrivo di un neonato.

    In Italia è arrivata alla fine degli anni sessanta. Anche prima si facevano i regali, ma non erano gli sposi a chiedere delle cose specifiche. In realtà questa tecnica è nata dall’esigenza di non avere molti oggetti ripetuti: inutile possedere 10 portatovaglioli, sei vasi e poi neanche un piatto.

    Negli ultimi anni, con la diffusione della convivenza e quindi della necessità di avere una casa prima delle nozze, le liste hanno cambiato forma: ci sono quelle solidali, dove il ricavato va in beneficenza, va molto di moda il viaggio di nozze o l’acquisto non di utensili da cucina ma di prodotti tecnologici o elementi di arredo. Tutto viene rateato e diviso in quote. La lista va pubblicata o consegnata al negozio, almeno due mesi prima delle nozze, in corrispondenza all’invio delle partecipazioni.