Matrimonio gay, si sposano in Spagna e ottengono il permesso di soggiorno per l’Italia

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    Una sentenza che fa discutere quella del giudice civile Emilia Domenica Sabrina Tanasi: anche se sappiamo che in Italia il matrimonio gay non è valido, il giudice ha accolto il ricorso presentato al Tribunale di Reggio Emilia da un ragazzo uruguayano che si era sposato in Spagna con il suo compagno italiano e che ora richiedeva il permesso di soggiorno nel nostro paese. Permesso che gli era stato negato dalla Questura: per lo Stato italiano infatti i due uomini non hanno nessun legame e per questo all’uomo non spetterebbe il permesso di soggiorno.

    Una notizia che è stata diffusa dall’associazione Radicale Certi diritti che si è impegnata ad aiutare il giovane e a presentare tramite l’Avv. Giulia Perin, il ricorso. Per i matrimoni gay è ora arrivato anche il sì dello stato di Washington e questa potrebbe essere una sentenza che mette in discussione molte cose.

    Nel ricorso l’avvocato cita la sentenza n. 1328/2011 della Corte di Cassazione che afferma che la nozione di ”coniuge” prevista dall’art. 2 d.lgs. n. 30/2007 deve essere determinata alla luce dell’ordinamento straniero in cui il vincolo matrimoniale e’ stato contratto.

    Come si legge nella sentenza, è richiamata anche quella della Corte costituzionale n. 138 del 2010 che dice che all’unione omosessuale, ”intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso”, spetta ”il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia” e garantisce la convivenza del nucleo familiare.

    ”Questa sentenza – dice l’associazione – rappresenta un grande passo avanti per l’affermazione della non discriminazione delle coppie dello stesso sesso, ora il Governo dovrà riconoscere queste unioni tra i cittadini italiani, come richiesto dalla Corte Costituzionale con la sentenza 138/2010”.