Matrimonio India: una legge per nozze low profile

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    Niente più sprechi per i matrimoni indiani: a proporlo, con una legge, è Kuruppasserry Varkey Thomas, titolare del dicastero dell’Alimentazione, per evitare gli sprechi di cibo che contraddistinguono le nozze di questo Paese ma soprattutto per avere cibo a disposizione anche per i più poveri. Il 15% dell’intera produzione di cereali e verdure in India “va sprecata durante queste stravaganti cerimonie”. Un dato che fa riflettere, considerando anche il grado di povertà di questi paesi.

    Le feste di matrimonio in India durano diversi giorni e coinvolgono migliaia di invitati. Pensate che il re dell’acciaio, Lakshmi Mittal, nel 2004 ha celebrato il matrimonio della figlia nel palazzo di Versailles con 45 chef da tutto il mondo Il magnate degli hotel di New York invece, Vikram Chatwal, nel 2006 ha organizzato cerimonie in tre città indiane che sono durate una decina di giorni.

    “C’è un enorme spreco di cibo ai matrimoni e nelle altre funzioni pubbliche. Lo considero come un atto criminale. Occorre trovare il modo di evitare questo sciupo di generi alimentari” ha sottolineato Thomas.

    Il ministro è già al lavoro per elaborare la proposta di legge. E c’è anche un precedente: negli anni sessanta, anni di grandi carestie, il governo indiano promulgò una legge (Guest Control Order) per limitare il numero di ospiti e gli sprechi alle cerimonie pubbliche.

    Dolcetto o scherzetto?