Matrimonio nel codice civile, le condizioni per sposarsi

Quali sono le caratteristiche per contrarre un matrimonio? ve le spiega il codice civile nella sezione prima del CapoIII. Leggete bene e tutto sarà magicamente chiaro.

Pubblicato da Valentina Morosini Mercoledì 4 novembre 2009

Eccoci al nostro secondo post dedicato al Codice civile. Oggi vi riporto il Capo III – DEL MATRIMONIO CELEBRATO DAVANTI ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE. È molto importante perché si possono capire, in questa prima sezione, quali sono le caratteristiche e gli obblighi e le condizioni necessarie che un individuo de ve avere per unirsi in matrimonio.
Ci vuole quindi la maggiore età, bisogna essere consapevoli, non avere legami di sangue o essere ancora sposati. Leggete bene e tutto vi sarà più chiaro

SEZIONE I – DELLE CONDIZIONI NECESSARIE PER CONTRARRE MATRIMONIO

ARTICOLO 84 – Età
I minori di età non possono contrarre matrimonio.
Il tribunale, su istanza dell’interessato, accerta la sua maturità psico-fisica e la fondatezza delle ragioni addotte, sentito il pubblico
ministero, i genitori o il tutore, può con decreto emesso in camera di consiglio ammettere per gravi motivi al matrimonio chi abbia
compiuto sedici anni.
Il decreto è comunicato al pubblico ministero, agli sposi, ai genitori o al tutore.
Contro il decreto può essere proposto reclamo, con ricorso alla corte d’appello, nel termine perentorio di dieci giorni dalla
comunicazione.
La corte d’appello decide con ordinanza non impugnabile, emessa in camera di consiglio.
Il decreto acquista efficacia quando è decorso il termine previsto nel quarto comma, senza che sia stato proposto reclamo.

ARTICOLO 85 – Inderdizione per infermità di mente.
Non può contrarre matrimonio l’interdetto per infermità di mente. Se l’istanza di interdizione è soltanto promossa, il pubblico ministero può chiedere che si sospenda la celebrazione del matrimonio;
in tal caso la celebrazione non può aver luogo finché la sentenza che ha pronunziato sull’istanza non sia passata in giudicato.

ARTICOLO 86 – Libertà di stato.
Non può contrarre matrimonio chi è vincolato da un matrimonio precedente.

ARTICOLO 87 – Parentela, affinità, adozione e affiliazione.
Non possono contrarre matrimonio fra loro:
1) gli ascendenti e i discendenti in linea retta, legittimi o naturali;
2) i fratelli o le sorelle germani, consanguinei o uterini;
3) lo zio e la nipote, la zia e il nipote;
4) gli affini in linea retta; il divieto sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva dal matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunciata la cessazione degli effetti civili;
5) gli affini in linea collaterale in secondo grado;
6) l’adottante, l’adottato e i suoi discendenti;
7) i figli adottivi della stessa persona;
8) l’adottato e i figli dell’adottante;
9) l’adottato e il coniuge dell’adottante, l’adottante e il coniuge dell’adottato.

ARTICOLO 88 – Delitto
Non possono contrarre matrimonio tra loro le persone delle quali l’una è stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.

ARTICOLO 89 – Divieto temporaneo di nuove nozze
Non può contrarre matrimonio la donna, se non dopo trecento giorni dallo scioglimento, dall’annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio. Sono esclusi dal divieto i casi in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza, anche soltanto a generare, di uno dei coniugi. Il tribunale con decreto emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, può autorizzare il matrimonio quando è inequivocabilmente escluso lo stato di gravidanza o se risulta da sentenza passata in giudicato che il marito non ha convissuto con la moglie, nei trecento giorni precedenti lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Il divieto cessa dal giorno in cui la gravidanza è terminata.

Foto tratte da
comune.lazise.vr.it
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